Firmato a Roma il Protocollo d’intesa tra il Presidente del Comitato Italiano per l’UNICEF Onlus e il Presidente dell’ Associazione Culturale Pediatri (ACP)
la collaborazione sarà incentrata sui seguenti temi:
- disuguaglianze nella salute dei bambini e degli adolescenti
- la salute mentale nei bambini e negli adolescenti
- l’ambiente e la salute nei bambini e negli adolescenti
- il sostegno alla genitorialità
- la promozione dell’allattamento al seno
- la promozione dei diritti dei bambini e degli adolescenti ospedalizzati, con riferimento all’applicazione della “Carta dei diritti del bambino in ospedale” e con particolare riguardo alla qualità dell’accoglienza, con modalità relazionali e in ambienti appropriati per l’età
- la promozione del sostegno a progetti che l’UNICEF realizza nei Paesi in via di sviluppo
protocollo
Umanizzazione dei reparti di Pediatria
Format da compilare ed inviare a segreteria@acpcampania.it per raccontare le vostre esperienze.
Esperienza del reparto di Pediatria dell'AORN A. Cardarelli di Napoli pubblicato su quaderni acp 2007; 14(4): 171-172
Esperienza del reparto di Pediatria dell'AORN A. Cardarelli di Napoli pubblicato su quaderni acp 2007; 14(4): 171-172
La vaccinazione contro il Papilloma virus
lettera aperta all’Assessore alla Sanità ed ai Presidenti degli Ordini dei Medici della Regione Campania.
di Mario Delfino, professore associato di dermatologia, Università degli Studi di Napoli Federico II
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di Mario Delfino, professore associato di dermatologia, Università degli Studi di Napoli Federico II
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E’ agghiacciante quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi in questo nostro paese
di Alex Zanotelli
Mi vergogno di appartenere ad una società sempre più razzista verso l’altro, il diverso, la gente di colore e soprattutto il musulmano che è diventato oggi il nemico per eccellenza.
Mi vergogno di appartenere ad un paese il cui governo ha varato un pacchetto - sicurezza dove essere clandestino è uguale a criminale. Ritengo che non è un crimine migrare, ma che invece criminale è un sistema economico-finanziario mondiale (l’11% della popolazione mondiale consuma l’88% delle risorse) che forza la gente a fuggire dalla propria terra per sopravvivere.
L’O.N.U. prevede che entro il 2050 avremo per i cambiamenti climatici un miliardo di rifugiati climatici. I ricchi inquinano, i poveri pagano. Dove andranno? Stiamo criminalizzando i poveri?
Mi vergogno di appartenere ad un paese che ha assoluto bisogno degli immigrati per funzionare, ma poi li rifiuta, li emargina, li umilia con un linguaggio leghista da far inorridire.
Mi vergogno di appartenere ad un paese che dà la caccia ai ROM come se fossero la feccia della società. Questa è la strada che ci porta dritti all’Olocausto (ricordiamoci che molti dei cremati nei lager nazisti erano ROM!). Noi abbiamo fatto dei ROM il nuovo capro espiatorio.
Mi vergogno di appartenere ad un popolo che non si ricorda che è stato fino a ieri un popolo di migranti (“quando gli albanesi eravamo noi”): si tratta di oltre sessanta milioni di italiani che vivono oggi all’estero. I nostri migranti sono stati trattati male un pò ovunque e hanno dovuto lottare per i loro diritti. Perché ora trattiamo allo stesso modo gli immigrati in mezzo a noi?
Cos’è che ci ha fatto perdere la memoria in tempi così brevi? Il benessere?
Come possiamo criminalizzare il clandestino in mezzo a noi? Come possiamo accettare che migliaia di persone muoiano nel tentativo di attraversare il Mediterraneo per arrivare nel nostro “Paradiso”? E’ la nuova tratta degli schiavi che lascia una lunga scia di cadaveri dal cuore dell’Africa all’Europa.
Mi vergogno di appartenere ad un paese che si dice cristiano ma che di cristiano ha ben poco. I cristiani sono i seguaci di quel povero Gesù di Nazareth crocifisso fuori le mura e che si è identificato con gli affamati, carcerati, stranieri. “Quello che avrete fatto ad uno di questi miei fratelli più piccoli lo avrete fatto a me”.
Come possiamo dirci cristiani mentre dalla nostra bocca escono parole di odio e disprezzo verso gli immigrati e i ROM? Come possiamo gloriarci di fare le adozioni a distanza mentre ci rifiutiamo di fare le “adozioni da vicino”?
Come è possibile avere comunità cristiane che non si ribellano contro queste tendenze razziste e xenofobe? E quand’è che i pastori prenderanno posizione forte contro tutto questo, proprio perché tendenze necrofile?”
Mi vergogno di appartenere ad una società sempre più razzista verso l’altro, il diverso, la gente di colore e soprattutto il musulmano che è diventato oggi il nemico per eccellenza.
Mi vergogno di appartenere ad un paese il cui governo ha varato un pacchetto - sicurezza dove essere clandestino è uguale a criminale. Ritengo che non è un crimine migrare, ma che invece criminale è un sistema economico-finanziario mondiale (l’11% della popolazione mondiale consuma l’88% delle risorse) che forza la gente a fuggire dalla propria terra per sopravvivere.
L’O.N.U. prevede che entro il 2050 avremo per i cambiamenti climatici un miliardo di rifugiati climatici. I ricchi inquinano, i poveri pagano. Dove andranno? Stiamo criminalizzando i poveri?
Mi vergogno di appartenere ad un paese che ha assoluto bisogno degli immigrati per funzionare, ma poi li rifiuta, li emargina, li umilia con un linguaggio leghista da far inorridire.
Mi vergogno di appartenere ad un paese che dà la caccia ai ROM come se fossero la feccia della società. Questa è la strada che ci porta dritti all’Olocausto (ricordiamoci che molti dei cremati nei lager nazisti erano ROM!). Noi abbiamo fatto dei ROM il nuovo capro espiatorio.
Mi vergogno di appartenere ad un popolo che non si ricorda che è stato fino a ieri un popolo di migranti (“quando gli albanesi eravamo noi”): si tratta di oltre sessanta milioni di italiani che vivono oggi all’estero. I nostri migranti sono stati trattati male un pò ovunque e hanno dovuto lottare per i loro diritti. Perché ora trattiamo allo stesso modo gli immigrati in mezzo a noi?
Cos’è che ci ha fatto perdere la memoria in tempi così brevi? Il benessere?
Come possiamo criminalizzare il clandestino in mezzo a noi? Come possiamo accettare che migliaia di persone muoiano nel tentativo di attraversare il Mediterraneo per arrivare nel nostro “Paradiso”? E’ la nuova tratta degli schiavi che lascia una lunga scia di cadaveri dal cuore dell’Africa all’Europa.
Mi vergogno di appartenere ad un paese che si dice cristiano ma che di cristiano ha ben poco. I cristiani sono i seguaci di quel povero Gesù di Nazareth crocifisso fuori le mura e che si è identificato con gli affamati, carcerati, stranieri. “Quello che avrete fatto ad uno di questi miei fratelli più piccoli lo avrete fatto a me”.
Come possiamo dirci cristiani mentre dalla nostra bocca escono parole di odio e disprezzo verso gli immigrati e i ROM? Come possiamo gloriarci di fare le adozioni a distanza mentre ci rifiutiamo di fare le “adozioni da vicino”?
Come è possibile avere comunità cristiane che non si ribellano contro queste tendenze razziste e xenofobe? E quand’è che i pastori prenderanno posizione forte contro tutto questo, proprio perché tendenze necrofile?”
Appello alle forze politiche e all'opinione pubblica
L’Associazione Culturale Pediatri chiede che il prossimo Piano Sanitario Nazionale metta ai primi posti il diritto alla salute del bambino e dell’adolescente, non in modo generico ma puntando su precise priorità che discendono dallo studio della condizioni di salute di questa fascia di popolazione. L’Associazione ribadisce pertanto le sue quattro priorità nell’ambito della salute materno-infantile.
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La tachipirina fa sempre bene?
Un caso clinico sull’uso della tachipirina in supposte in una bambina dello Sri Lanka di 8 anni
C. Mandato*, A. Iasiello**, E. Di Florio**, P. Siani*
*UOC Pediatria, AORN A. Cardarelli - Napoli
**Terapia Intensiva Unità Fegato, AORN A. Cardarelli - Napoli
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C. Mandato*, A. Iasiello**, E. Di Florio**, P. Siani*
*UOC Pediatria, AORN A. Cardarelli - Napoli
**Terapia Intensiva Unità Fegato, AORN A. Cardarelli - Napoli
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La gestione del bambino con testicolo ritenuto: dalla pratica clinica all’applicazione delle linee guida
La segreteria per la ricerca dell’ACP e le Cliniche pediatriche dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste e di Chieti stanno organizzando uno studio osservazionale retrospettivo sulla gestione del bambino con testicolo ritenuto
protocollo di studio
protocollo di studio
Qual è il compito del medico pratico di fronte al degrado ambientale?
Sintesi delle relazioni al congresso dell’ACP Campania “Seminare e Raccogliere – Guadagnare Salute“, Napoli 25/26 gennaio 2008, di:
dr. Pio Russo Krauss
responsabile del Settore Educazione Sanitaria ed Ambientale e del Centro di Documentazione e Ricerca sull´Ambiente e la Salute ASL Napoli 1
prof. Luigi Greco
direttore del Dipartimento di Pediatria dell’Università Federico II di Napoli
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dr. Pio Russo Krauss
responsabile del Settore Educazione Sanitaria ed Ambientale e del Centro di Documentazione e Ricerca sull´Ambiente e la Salute ASL Napoli 1
prof. Luigi Greco
direttore del Dipartimento di Pediatria dell’Università Federico II di Napoli
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Il welfare non è un lusso
[….] Il Piano d'azione del governo identifica nella tutela materno infantile e nello sviluppo psicofisico degli adolescenti le aree ad elevata integrazione sociosanitaria su cui, attraverso le connessioni tra autonomie Locali ed Aziende Sanitarie, la rete dei servizi deve rivolgere prioritariamente lo sforzo di integrazione[…] Tali aree prioritariamente dovrebbero essere:
1. Area dei minori a rischio psicosociale per maltrattamento, abuso, trascuratezza.
2. Area dei minori soggetti a provvedimenti giudiziari: affidamento educativo-assistenziale, segnalazioni al Tribunale dei Minori per affido giudiziale, adozioni.
3. Area dei minori con handicap e disabilità.
4. Area dei minori appartenenti a comunità vulnerabili (stranieri, immigrati, nomadi).
5. Area della prevenzione e della cura del disagio adolescenziale. (Quaderni ACP - volume 5 - numero: 5.5 Ottobre 1998)
Con queste premesse in questi anni sono stati proposti e approvati numerosissimi progetti (purtroppo quasi mai convertiti in servizi) che comunque hanno consentito le azioni rivolte a questi ambiti e che hanno offerto serie alternative ad una sicura e definitiva emarginazione della popolazione a rischio.
E’ storia di questi giorni, ma le prime scintille possono risalire già a 18 mesi fa, che a Napoli le strutture che accolgono i bambini e gli adolescenti allontanati dalle loro famiglie hanno annunciato la sospensione delle loro attività. Questa volta, a partire dal 1° dicembre, in maniera irrevocabile.
E’ da questo tempo infatti che non pervengono i pagamenti da parte del Comune che a sua volta non riceve i dovuti trasferimenti dal Governo da 11 mesi, rendendo ormai insostenibile ogni tipo di prestazione.
Non sembra che per i nostri amministratori la tutela dei minori venga considerata una priorità strategica!
La situazione è divenuta allarmante e vogliamo sottoporre all'opinione pubblica e soprattutto al Governo l'urgenza di intervenire sulla questione per la tutela dei bambini e delle bambine.Parliamo di quei bambini per i quali è stato necessario l’inserimento in comunità per abbandono, disagio o per proteggerli da condizioni di gravissimo maltrattamento ed abusi sessuali subiti all'interno dei nuclei familiari, così grave da rendere difficile anche la possibilità di un affido familiare.
Come continuare a proteggerli se non ci sono più le risorse?
La chiusura delle comunità rappresenta il fallimento della protezione attivata:
- espone di nuovo i bambini e gli adolescenti ad una condizione ad alto rischio, facendoli rientrare in situazioni ancora pericolose per l’integrità fisica e mentale, senza garanzie ed accompagnamento, in quanto anche i servizi educativi territoriali e domiciliari (gestiti sempre dal Terzo settore) stanno sospendendo la loro offerta, a causa dei gravi ritardi nei pagamenti;
- espone le categorie a rischio ad un “ri-abbandono” vanificando quanto finora costruito e cioè il lavoro di cura psicologica, sociale, educativa , sanitaria portato avanti per ciascuno di loro, a partire dalla costruzione di un contesto sicuro.
Come operatori sanitari e socio sanitari impegnati nella tutela e nella cura dei bambini e che riteniamo essere una priorità la loro protezione attraverso queste forme di intervento integrato, ci preme segnalare l'estrema gravità di questa situazione che porterà al sicuro fallimento di tutte le azioni attivate.
L’Associazione Culturale Pediatri Campania da tempo impegnata sui temi dell’infanzia e soprattutto delle famiglie problematiche e con disagio sociale, si unisce alle altre voci che si alzano in questi giorni per rimediare non solo all’urgente situazione verificatasi, ma per costruire soluzioni che ripristino stabilità, anche elaborando nuove e innovative modalità di affidamento dei servizi alla persona che richiedono per definizione continuità e sicurezza delle relazioni, specie nei casi delicatissimi dei bambini al di fuori della propria famiglia di origine.
Giuseppe Cirillo, Nicoletta Gasparini
1. Area dei minori a rischio psicosociale per maltrattamento, abuso, trascuratezza.
2. Area dei minori soggetti a provvedimenti giudiziari: affidamento educativo-assistenziale, segnalazioni al Tribunale dei Minori per affido giudiziale, adozioni.
3. Area dei minori con handicap e disabilità.
4. Area dei minori appartenenti a comunità vulnerabili (stranieri, immigrati, nomadi).
5. Area della prevenzione e della cura del disagio adolescenziale. (Quaderni ACP - volume 5 - numero: 5.5 Ottobre 1998)
Con queste premesse in questi anni sono stati proposti e approvati numerosissimi progetti (purtroppo quasi mai convertiti in servizi) che comunque hanno consentito le azioni rivolte a questi ambiti e che hanno offerto serie alternative ad una sicura e definitiva emarginazione della popolazione a rischio.
E’ storia di questi giorni, ma le prime scintille possono risalire già a 18 mesi fa, che a Napoli le strutture che accolgono i bambini e gli adolescenti allontanati dalle loro famiglie hanno annunciato la sospensione delle loro attività. Questa volta, a partire dal 1° dicembre, in maniera irrevocabile.
E’ da questo tempo infatti che non pervengono i pagamenti da parte del Comune che a sua volta non riceve i dovuti trasferimenti dal Governo da 11 mesi, rendendo ormai insostenibile ogni tipo di prestazione.
Non sembra che per i nostri amministratori la tutela dei minori venga considerata una priorità strategica!
La situazione è divenuta allarmante e vogliamo sottoporre all'opinione pubblica e soprattutto al Governo l'urgenza di intervenire sulla questione per la tutela dei bambini e delle bambine.Parliamo di quei bambini per i quali è stato necessario l’inserimento in comunità per abbandono, disagio o per proteggerli da condizioni di gravissimo maltrattamento ed abusi sessuali subiti all'interno dei nuclei familiari, così grave da rendere difficile anche la possibilità di un affido familiare.
Come continuare a proteggerli se non ci sono più le risorse?
La chiusura delle comunità rappresenta il fallimento della protezione attivata:
- espone di nuovo i bambini e gli adolescenti ad una condizione ad alto rischio, facendoli rientrare in situazioni ancora pericolose per l’integrità fisica e mentale, senza garanzie ed accompagnamento, in quanto anche i servizi educativi territoriali e domiciliari (gestiti sempre dal Terzo settore) stanno sospendendo la loro offerta, a causa dei gravi ritardi nei pagamenti;
- espone le categorie a rischio ad un “ri-abbandono” vanificando quanto finora costruito e cioè il lavoro di cura psicologica, sociale, educativa , sanitaria portato avanti per ciascuno di loro, a partire dalla costruzione di un contesto sicuro.
Come operatori sanitari e socio sanitari impegnati nella tutela e nella cura dei bambini e che riteniamo essere una priorità la loro protezione attraverso queste forme di intervento integrato, ci preme segnalare l'estrema gravità di questa situazione che porterà al sicuro fallimento di tutte le azioni attivate.
L’Associazione Culturale Pediatri Campania da tempo impegnata sui temi dell’infanzia e soprattutto delle famiglie problematiche e con disagio sociale, si unisce alle altre voci che si alzano in questi giorni per rimediare non solo all’urgente situazione verificatasi, ma per costruire soluzioni che ripristino stabilità, anche elaborando nuove e innovative modalità di affidamento dei servizi alla persona che richiedono per definizione continuità e sicurezza delle relazioni, specie nei casi delicatissimi dei bambini al di fuori della propria famiglia di origine.
Giuseppe Cirillo, Nicoletta Gasparini
Report delle Attività 2006
Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale A. Cardarelli, Napoli
Dipartimento Materno Infantile
Unità Operativa Complessa di Pediatria
direttore: dr Paolo Siani
scarica report
Dipartimento Materno Infantile
Unità Operativa Complessa di Pediatria
direttore: dr Paolo Siani
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Il Villaggio
I rifiuti
Perchè esiste un problema rifiuti, cosa si può fare per risolverlo
a cura di:
Pio Russo Krauss (responsabile del Centro di Documentazione e Ricerca sull’Ambiente e la Salute ASL Napoli 1)
Alessandro Gatto (responsabile Settore Rifiuti WWF Campania)
(scarica opuscolo )
a cura di:
Pio Russo Krauss (responsabile del Centro di Documentazione e Ricerca sull’Ambiente e la Salute ASL Napoli 1)
Alessandro Gatto (responsabile Settore Rifiuti WWF Campania)
(scarica opuscolo )
Commenti e recensioni al libro
Disuguaglianze nella salute nell'infanzia e nell'adolescenza in Campania
di: G. Cirillo, M. Bonati, R. Campi, E. de Campora, P. Siani
edito da: Phoebus Edizioni
"Molti complimenti per gli autori...e per chi, come pediatra di periferia, affronta in prima linea salute e malattia. Il testo è molto utile anche per me, a causa dell'impegno nella Commissione Oms (di cui si parla anche a pag 32)
"Molti complimenti per gli autori...e per chi, come pediatra di periferia, affronta in prima linea salute e malattia. Il testo è molto utile anche per me, a causa dell'impegno nella Commissione Oms (di cui si parla anche a pag 32)
con viva cordialità, Giovanni Berlinguer"
da Repubblica, 21 giugno 2007
Una cosa di sinistra: la cura dei bambini a rischio (leggi articolo)
di Giovanni Laino
Una cosa di sinistra: la cura dei bambini a rischio (leggi articolo)
di Giovanni Laino
Come fare Educazione Continua in Medicina
Dalla indivuduazione dei fabbisogni alla valutazione degli eventi formativiAlfredo Pisacane, Isabella Continisio
Il Pensiero Scientifico Editore
2007, pp. 206, € 23,00
Disuguaglianze nella salute nell'infanzia e nell'adolescenza in Campania

G. Cirillo, M. Bonati, R. Campi,
E. De Campora, P. Siani
Phoebus Edizioni
sintesi
2007, pp. 96, € 18,00
La vendita del libro contribuirà alla realizzazione di un Fondo dell'ACP Campania dedicato allo sviluppo del Programma di "Adozione Sociale"
Chi fosse interessato all'acquisto può contattare l'editore (081.5221014, mail: akkademia@gmail.com) o la segreteria ACP Campania (i soci ACP usufriranno di uno sconto di euro 3,00 sul prezzo di copertina)
Dalla buona pratica clinica alla riorganizzazione della pediatria: l'esperienza di Napoli
Convegno Gli Argonauti VII
la relazione on line
nella sessione Documenti ACP Campania/Materiale Convegni
la relazione on line
nella sessione Documenti ACP Campania/Materiale Convegni
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